PREMIO AACS DI ROMA 2012

Quattordicesima edizione

Premio Aacs di Roma 2012

Il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, il fisico Fabiola Gianotti, il Sindaco di Novi Luisa Turci e il ricercatore australiano Jozef Gézc: a loro sono andati i riconoscimenti del Premio Aacs 2012, un’edizione speciale che quest’anno ha coinciso con i venti anni di attività dell’Associazione.
Luogo della cerimonia, ancora una volta, la sala ex-chiesa di Santa Marta in piazza del Collegio Romano.

La battaglia tenace per l’affermazione della legalità, la ricerca scientifica rappresentata nel mondo dai migliori talenti italiani ed europei, l’espressione della sana amministrazione che riesce ad affermarsi anche quando il mondo letteralmente crolla. Sono stati questi i temi guida dell’edizione 2012 del Premio, promosso da Aacs quattordici anni fa con un obiettivo: assegnare un riconoscimento a coloro che nel corso dell’anno si siano distinti per azioni che contribuiscono alla crescita della società, operando nel segno della trasparenza e della legalità.

“Sono un ottimista e la speranza non mi abbandona mai” ha detto il Procuratore Grasso nel momento della premiazione rispondendo a Rossella Santilli, della Testata Regionale della Rai, che chiedeva come i cittadini possano contrastare gli effetti del potere mafioso che è penetrato nella città. “Sinora i riflettori su Roma sono rimasti spenti – ha spiegato Grasso – un vulnus nella nostra strategia, considerando che dove la mafia fa affari cerca di rendersi invisibile per poter più proficuamente operare e Roma continua ad essere il centro di questi investimenti, quasi il crocevia di incontro di tante criminalità che si sono collegate con la criminalità locale. Le indagini sui fenomeni mafiosi richiedono sempre del tempo soprattutto dove non c’è nulla di visibile o di poco visibile come a Roma. E Pignatone, con cui abbiamo raggiunto tanti risultati, è la persona più adatta per comprendere i fenomeni e trovare le strategie. Senza dimenticare che la mancanza di concorrenza e l’inquinamento dei mercati incide sul radicamento del fenomeno.”
A Pietro Grasso è stato assegnato il riconoscimento speciale “Cuore di Roma”, intitolato all’avvocato Emilio Conte, che per primo affiancò con il suo animo generoso e pronto alle battaglie giuste, tenaci e nel rispetto di ogni legalità i primi passi dell’Aacs. A consegnare il Premio sono stati i componenti della famiglia Conte, la moglie Carla e i figli, entrambi avvocati, Antonio e Marcella.

La biografia e la storia di Pietro Grasso sono stati tracciati da Filippo Nanni, giornalista del Tg3 e autore del programma Ballarò, mentre è stata Carla Massi de Il Messaggero a presentare il profilo del fisico Fabiola Gianotti, un “cervello messo a disposizione del mondo”, secondo la definizione della stessa Massi. La scienziata era in collegamento via Skype da Ginevra, sede del Cern dove coordina il lavoro di tremila scienziati di 38 Paesi. “Sono molto onorata di ricevere questo premio – ha detto la Gianotti – anche perché sono nata a Roma e qui ho vissuto la mia infanzia.” E in merito ai risultati sinora raggiunti – con l’equipe del Cern è riuscita ad isolare per la prima volta il Bosone di Higgs, la cosiddetta “particella di Dio” – Fabiola Gianotti, citando Newton, ha voluto richiamare la necessità per ogni scienziato di essere umile, “perché quello che non sono riuscita a fare sino ad ora è un oceano”.

Sostenere il dolore, la paura, il bisogno di nuove certezze di una intera comunità, continuando a mettere in pratica la buona amministrazione. E’ stato lo sforzo, riuscito, di Luisa Turci sindaco di Novi, uno dei comuni emiliani colpiti dal devastante terremoto del maggio 2012. Un’amministratrice che ha dimostrato, esempio di tutta la comunità, come reagire senza sentirsi vittime. E con tutti i suoi concittadini , “gli abitanti del cratere”, Luisa Turci ha voluto condividere il Premio Aacs 2012, spiegando con quali sentimenti e talvolta con quale rabbia la sua comunità ha affrontato il dramma del terremoto: “Nessuno chiede elemosina, ma noi abbiamo corso il rischio che quanto fosse avvenuto fosse solo un problema emiliano. I cittadini sono portatori di diritti in quanto persone che lavorano e che hanno perso una casa. Lo Stato deve riconoscerci la possibilità della ripresa, noi viviamo l’attesa di avere dei diritti e in questa attesa che diventa assenza siamo un po’ arrabbiati.”

La scienza è stata protagonista due volte in questa 14esima edizione del Premio: un riconoscimento è stato assegnato anche a Jozef Gézc, nato nella ex-Cecoslovacchia e formatosi in Europa, ora professore di genetica all’università di Adelaide, dove ha fondato e dirige il laboratorio di Neurogenetica. Gézc è stato premiato per le ricerche compiute su un particolare gene, il “pcdh19”, alla base di una rara patologia che si manifesta attraverso forme di epilessia solo nelle bambine nella più tenera età. In Italia, le ricerche del professor Gézc hanno trovato sostegno nella associazione Insieme per la ricerca – PCDH19, che ha fatto conoscere ad Aacs l’importante studio condotto su una patologia così rara. Ad illustrare il valore degli studi sulle malattie rare e il lavoro di Jozef Gézc è stato il direttore del San Camillo Forlanini, Aldo Morrone.

Nel corso della cerimonia, presentata da Elisabetta Grande e Cecilia Dazzi, con il contrappunto giornalistico di Rossella Santilli, i venti anni di Aacs sono stati ripercorsi grazie alla memoria di due cronisti che negli anni sono stati interlocutori dell’Associazione, Simona Casalini de la Repubblica e Paolo Fallai del Corriere della Sera.
Fallai ha sottolineato come l’Aacs sia nata “da un gruppo di cittadini che decise di prendere in mano le sorti del Centro, il suo destino, con investimento di tempo energia e volontà. Gli obiettivi di allora erano semplici e ambiziosisimi – ha ricordato Fallai – regole e decoro, ma anche una capillare informazione ai residenti in modo che potessero impegnarsi essi stessi con le istituzioni. Rendere i cittadini consapevoli, sale della democrazia”. Un lavoro faticosissimo che è stato possibile portare avanti, ha sottolineato Fallai, rompendo le scatole, facendosi tanti nemici, tanti conoscenti “non fiancheggiando nessuno, ma svolgendo un ruolo civico importante di controparte, un ruolo insostituibile”.
Simona Casalini ha definito l’Aacs “la guardiana del territorio. Loro ci segnalano i problemi da quando le comunicazioni avvenivano per fax e noi cronisti già allora cercavamo il più possibile di stargli dietro nel lavoro faticoso svolto in questo Centro storico che è un florilegio di progetti e idee folli”. A partire dai tavolini, un problema, secondo Casalini, dal quale non si uscirà più.

Alla cerimonia erano inoltre presenti l’Assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini, che ha ricordato l’esperienza di collaborazione del suo assessorato con il Sindaco di Novi; il Comandante della Polizia di Roma Capitale Carlo Buttarelli; Francesca Squillante, Presidente dell’associazione Insieme per la ricerca PCDH19; Maria Stella Giorlandino di ArtemisiaLab; Alessandro Giordani della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea; Daniele Bosi di Italgas, Maurizio Nuccetelli della società Cam.