PREMIO AACS DI ROMA 2009

Undicesima edizione

Premio Aacs di Roma 2009

Ha un volto tutto al femminile il Premio Aacs di Roma 2009, con riconoscimenti assegnati alle donne che ogni giorno sono impegnate nelle attività di volontariato, ma anche nelle strutture più delicate dello Stato a tutela dei cittadini.

La cerimonia del Premio è stata questa volta anche occasione per presentare la conclusione di un impegno importante per Aacs, il completamento dell’intervento di restauro delle Statue Parlanti, un progetto che ha avuto una lunga genesi e che si è poi sviluppato e realizzato in circa dodici mesi. Ad illustrare le fasi del restauro e la rinascita di Madama Lucrezia, il Facchino, l’Abate Luigi e il Pasquino è stata Giulia Ghia, socia di Aacs e restauratrice responsabile dell’intervento insieme con Antonio Iaccarino. Le fasi del restauro e la storia delle statue sono poi diventate materia di un sito Internet (statueparlatiroma.it) che è anche una bacheca “virtuale” per le pasquinate e le denunce dei nostri giorni.
Il Premio Aacs di Roma 2009 è stato assegnato a Saveria Dandini da Sylva, da anni impegnata nel riconoscimento delle persone disabili e della loro integrazione sociale. Il suo lavoro contribuisce ad alleviare il quotidiano disagio che devono affrontare le famiglie dei disabili, offrendo loro competenze di alta professionalità. Consapevole di essere erede e custode di un impegno fondato su valori che si tramandano da tre generazioni nell’Istituto “Leonarda Vaccari”, Saveria Dandini da Sylva si adopera nella realizzazione di numerosi progetti, finalizzati esclusivamente al miglioramento della qualità di vita dei meno fortunati e alla loro integrazione, agendo con dedizione e sempre in prima persona. La Commissione Europea, rappresentanza in Italian, ha voluto assegnare all’attività di Dandini da Sylva una targa, consegnata da Roberto Santaniello.
Svolge invece il ruolo di responsabile della Sala Operativa della Protezione Civile Italiana Titti Postiglione, l’unica donna e la più giovane a ricoprire tale incarico nell’ambito delle organizzazioni europee di protezione civile. Nel corso del 2009, anno difficile per l’emergenza ambientale in Italia, Titti Postiglione è stata costante punto di riferimento per il coordinamento degli interventi nelle regioni colpite da calamità naturali e dissesti e sempre in prima linea nel rappresentare con serenità e competenza il difficile lavoro svolto dagli operatori e dai volontari della Protezione Civile. Carlo Mazzocchi dell’Ufficio d’informazione per l’Italia del Parlamento europeo ha consegnato a Titti Postiglione una targa d’argento
Dall’Italia al Sud America, è qui che ha sviluppato invece il suo impegno Valeria Ragazzini. Dal 2000  ha promosso e realizzato, con tenace impegno personale, una rete di sostegno e solidarietà nel difficile tessuto sociale dei Paesi dell’America Latina, a favore delle donne e dei bambini. In particolare, l’azione dell’associazione fondata da Ragazzini si concentra sulle giovani madri, ancora bambine, che vittime di violenza e povertà sono spesso lasciate ad un destino di abbandono ed emarginazione. Nei centri in Perù e in Argentina, molte di loro hanno trovato nelle strutture realizzate da Valeria Ragazzini, un rifugio che le accoglie e le prepara ad essere madri e a pensare di nuovo con fiducia al futuro, curando le ferite del corpo e dell’anima.
A Valeria Ragazzini è stata consegnata la medaglia che il Presidente della Repubblica ha voluto destinare a questa undicesima edizione del Premio AACS di Roma quale suo premio di rappresentanza.
Aacs ha voluto inoltre donare all’associazione di Valeria Ragazzini abiti e scarpe per bambini, consapevole delle necessità dei piccoli nati da mamme spesso poverissime e allonanate dalle famiglie di origine
Il “Cuore di Roma”, riconoscimento istituito da Aacs in memoria dell’avvocato Emilio Conte, è andato al Corpo dei Vigili del Fuoco per lo straordinario impegno profuso durante questo difficile anno, affrontando qualunque rischio per portare i necessari soccorsi a popolazioni e territori devastati da calamità, dimostrando al tempo stesso un senso di umanità profondo nella vicinanza a persone così duramente colpite, una vicinanza che si manifesta sempre nel solco di un dignitoso riserbo.